Economia Italiana nel 2020

Economia italiana nel 2020: cosa ci aspetta?

Economia Italiana nel 2020

Che l’economia italiana, e in generale quella mondiale, non stia attraversando un buon momento non è più un mistero per nessuno. Non a caso, infatti, le previsioni per il 2020 si annunciano decisamente poco rosee per un’economia già in equilibrio precario. Come già preventivato dalla Commissione Europea, l’Italia si trova in un periodo di stagnazione non indifferente derivante soprattutto dalla scarsa domanda interna e frutto di una recessione che potrà essere evitata solo grazie a un’espansione della domanda estera.

La mancata crescita dell’economia italiana per il 2019/2020 non può che risentire della chiusura notevolmente negativa del 2018. Eppure, una timida crescita nei primi mesi del 2018 c’era stata: cos’è cambiato nella restante parte dell’anno? Se volessimo ridurre l’analisi solo a due problematiche, troveremmo senz’altro il rialzo di un punto percentuale dei rendimenti sovrani e l’inarrestabile crollo nella fiducia nelle imprese italiane. Ed è proprio per questi motivi che l’economia italiana nel 2020 si appresta a classificarsi agli ultimi posti della classifica europea. 

PIL fermo e il rapporto OCSE

Secondo l’Economic Outlook presentato a Parigi nel maggio scorso, le stime di crescita per il 2020 non sono positive. A causa della stagnazione del 2019, per il prossimo anno si prevede una ripresa modesta, non superiore allo 0,6%. Ma ciò che più preoccupa gli investitori italiani ed esteri è il rapporto deficit-Pil in ulteriore rialzo, inquadrato intorno al 2,4% per l’anno corrente e previsto intorno al 2,9% nel 2020, con conseguente innalzamento del debito pubblico.

Un altro dato poco confortante è il fattore disoccupazione, sempre più dilagante tra donne e giovani ma considerato stabile per gli uomini d’età compresa tra i 25 e i 47 anni. Ma come contrastare un’economia in costante flessione? Nel 2019 sono stati introdotti due strumenti, il reddito di cittadinanza e la cosiddetta “quota 100”, per cercare di dare un impulso, seppur lento e piuttosto modesto, alla crescita dell’economia italiana nel 2020.

Ipotecando i conti pubblici con l’ultima Legge di Bilancio, inoltre, il Governo si trova a un bivio non facilmente risolvibile per il 2020: aumentare l’IVA o far salire il deficit pubblico? Da qualunque prospettiva si guardi, la situazione economico-finanziaria del Belpaese appare decisamente preoccupante, ingenerando nei cittadini timore per un futuro sempre più offuscato da nubi minacciose all’orizzonte. 

Quali sono le possibili soluzioni?

Per l’OCSE, la posizione dell’Italia non è tra le più invidiabili: il Governo, infatti, dovrebbe attuare un piano a lungo termine per cercare da un lato di arginare la disoccupazione e di ridurre il rapporto deficit-PIL dall’altro. Ma com’è possibile mettere a punto una strategia economica soddisfacente con rischi ridotti per cittadini e imprese? Benché non allettante, l’aumento dell’IVA appare l’unica soluzione possibile per l’economia italiana nel 2020: laddove si decidesse di non farlo, infatti, si creerebbe una situazione insostenibile, con un rapporto tra deficit pubblico e PIL ben oltre il 3%.

E questo, in una fase d’incertezza economica come quella vissuta dall’Italia non avrebbe altra conseguenza se non quella di far impennare l’indebitamento con un ulteriore aumento dei tassi di rendimento sui titoli di Stato. Nonostante le rassicurazioni del Ministro Tria, secondo cui si tratta di una battuta d’arresto e non di una vera e propria recessione, l’Italia deve sperare in una decisa ripresa delle sue aziende trainanti, FCA su tutte, oltre che a improntare una politica volta a valorizzare il made in Italy nel mondo intero.


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